VENERDÌ 3 DICEMBRE 2021 16:48
 

Arte

Van Gogh. L''uomo e la terra

Milano, Palazzo Reale, fino all'8 marzo 2015

Mostra a cura di Kathleen Adler   

(nella foto, Olio su tela  66 x 149 cm - Kroller – Muller Museum  1884)

L'uomo, che non smette di interrogarsi e interrogare in una sorta di muta quanto terribile domanda  come può essere quella che traspare da un volto dipinto su una tela e che contiene “la domanda”,  prima e ultima dell'esistenza. La terra, che alla fine è l'unica risposta, per chi si sente estraneo e messo ai margini da una  società pragmatista che assegna al lavoro il solo fine del profitto e che respinge chiunque si  interroghi sulla condizione e sul destino dell'umanità, proprio perché è riuscito a smascherarne la  cattiva coscienza. Questo il senso e il fine della mostra Van Gogh. L'uomo e la terra : un viaggio nel mondo dell'arte, ma soprattutto  nella filosofia esistenziale del grande olandese che si pone a perfetto corollario del tema di Expo  2015 – Nutrire il pianeta - .
 Una filosofia, secondo lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, che si colloca “accanto a Kierkegaard e Dostoevskij e che  si pone dalla parte dei diseredati, dei contadini cui l'industria non toglie solo la terra e il pane, ma  la dignità di esseri umani, il sentimento dell'eticità e della religiosità del lavoro”.
  

 E dunque nella mostra – promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta e organizzata da  Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in  collaborazione con Kröller-Müller Museum di Otterlo e realizzata anche grazie al sostegno del  Gruppo Unipol, si vedrà non solo l'autoritratto di Vincent – con “quell'espressione tesa, quasi  aggressiva e lo sguardo che incute timore” proprio di chi non è sconfitto, nonostante il mondo lo  abbia cacciato ai margini di tutto, nel buio del manicomio, e che al mondo urla in silenzio la sua  rabbia, la sua totale solidarietà con gli ultimi della Terra, come un Cristo crocifisso ma indomito -  ma una serie di olii e disegni che rendono appieno quel totale immergersi nel ciclo agreste, come nel  ciclo della vita umana: contadini, paesaggi, del freddo Nord come del solare Midì, istantanee di  vita, nature morte, vasi di fiori, tessere uniche e preziose di un solo mosaico perché come Vincent scriveva  al fratello Teo “in un quadro vorrei dire qualcosa di consolante come una musica. Vorrei dipingere  uomini e donne con quel non so che di eterno”. 

La mostra partecipa a Milano Cuore d'Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato  all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria  storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la  dimensione culturale.  Il corpus centrale della mostra è costituito da opere provenienti dal Kroeller-Müller Museum di  Otterlo a cui se ne aggiungono altre provenienti dal Van Gogh Museum di Amsterdam, dal Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, dal Centraal Museum di Utrecht e da  collezioni private normalmente inaccessibili.

 La mostra pertanto si pone come un'occasione unica  per approfondire, attraverso gli occhi dell'artista, il complesso rapporto tra l'essere umano e la  natura che lo circonda. Lungo le sei sezioni in cui si articola l'esposizione, il visitatore avrà modo di osservare e fare  propria la vita e la fatica dei campi attraverso i disegni – tra cui rammentiamo Contadina che lega  fascine di grano ma anche che spigola o zappa – una tecnica, quella del disegno, molto amata daVan Gogh che gli consentì di affermare “studiare e disegnare tutto ciò che appartiene alla vita  contadina… adesso non sono più così impotente davanti alla natura come un tempo” - fino  a totale bagno di luce  nel paesaggio affidato alla tavolozza ad olio, nel segno della meravigliosa scoperta dei tesori naturalisti di Provenza (“Il Mediterraneo ha un colore come gli sgombri, cioè cangiante, non si è mai sicuri se  sia verde o viola, non si è mai sicuri se sia azzurro, perché un istante dopo il riflesso cangiante ha  assunto una tinta rosa o grigia”) testimoniato in mostra da opere quali Vista di Saintes Marie de  la Mer, Oliveto con due raccoglitori di olive o La vigna verde.  E ancora i ritratti perché, come scrive nel giugno 1890, “ci sono facce moderne che verranno  guardate ancora a lungo, che forse verranno rimpiante cent'anni dopo”. Volti come quello del  Ritratto di Joseph-Michel Ginoux o del Ritratto di Joseph Roulin (presenti in mostra), espressività che Argan così descrisse: “Dov'è dunque il tragico del ritratto del postino Roulin?  Non nella figura che posa tranquilla… L'arte diventa, avrebbe detto Pavese, il “mestiere di vivere”: ed è questo mestiere della vita che Van Gogh disperatamente contrappone al lavoro meccanico  dell’industria, che non è vita”.

Caterina Berardi 

  Orari lun 14.30/19.30 | mar, mer, ven, dom 9.30/19.30 | gio, sab 9.30/22.30. Info://www.ticket.it/vangogh
Costo biglietto Il servizio di audioguida è compreso nel costo del biglietto. Intero 12,00 Ridotto 10,00

Pubblicato in data 19/11/2014